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Beauty Stories

Un’avventura di passione e coraggio

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Era una signora minuta, non arrivava al metro e 50, ma il suo spirito d’iniziativa e la sua genialità erano monumentali, luminosi come i gioielli che adorava e che era solita indossare. Helena Rubinstein, una delle pioniere dello skin care, è stata imprenditrice, collezionista, mecenate; all’avanguardia negli affari come nella moda, è stata sempre guidata da un infallibile istinto che l’ha portata ad affermarsi a livello mondiale come autorità nel campo della bellezza.
 
 
 
LA STORIA
 
Cracovia, 1870 circa: è qui, nella Polonia di fine ottocento, che Chaja Rubinstein nasce da una modesta famiglia di origine ebraica. Dopo fugaci studi in medicina, la svolta: la giovane si trasferisce in Australia, da uno zio; cambia il suo nome di battesimo nel più orecchiabile "Helena" e affianca al lavoro nelle campagne il commercio di una crema di bellezza di sua produzione, realizzata a partire da una ricetta ereditata dalla nonna. Le acquirenti, in una terra baciata dal sole dove si vive e si lavora prevalentemente all'aria aperta, non mancano; e non manca nemmeno la materia prima dell'unguento, la lanolina, grazie all'abbondanza di pecore Le origini presenti. Il successo della sua "Velazé Crème" è tale che nel 1902 Helena Rubinstein può inaugurare a Melbourne il primo salone di bellezza col suo nome; ne seguono dopo qualche anno un secondo a Wellington, in Nuova Zelanda, e un terzo a Londra.
 
 
 
IL SUCCESSO
 
Con il rientro in Europa ha inizio l'ascesa trionfale della filosofia Rubinstein: i saloni di bellezza diventano luoghi esclusivi e all'avanguardia in cui le donne e le loro esigenze sono messe al primo posto; i trattamenti sono studiati su misura e poggiano su analisi della pelle condotte con metodo scientifico da collaboratori formati e preparati. La clientela, a Londra come a Parigi (dove il salone apre nel 1912), è composita e affezionata: nobildonne, attrici, scrittrici ma anche donne comuni scelgono Helena Rubinstein e le sue cure di bellezza per dare nuova vita alla pelle e mantenere un aspetto giovane e curato.

"Non esistono donne brutte, solo donne pigre": è questo l'assioma su cui Mrs. Rubinstein fonda la sua attività ed investe risorse, energie, tempo e denaro.

Nel 1915, ecco il tanto atteso sbarco in America, più precisamente a New York: anche qui apre un salone che si impone come tempio della bellezza; gli arredi curati, gli interni decorati e stravaganti, le opere d'arte e di design trovate in giro per il mondo ne fanno un luogo unico che attrae migliaia di clienti l'anno e che testimonia l'amore incondizionato di Helena Rubinstein per tutto ciò che è "bello". D'altronde, una donna che cerca di migliorare il proprio aspetto è come un artista alle prese con un'opera d'arte: entrambi sono mossi dallo stesso desiderio di trarre piacere e soddisfazione da una forma di vita sublimata, portata all'apice della grazia. In quegli anni per una donna entrare in un salone Helena Rubinstein equivale ad affermare la propria autodeterminazione, il proprio desiderio di sentirsi affascinante e realizzata; Mrs Rubinstein è la prima, all'epoca, a cogliere l'importanza dell'individualità femminile e a capire quale sia la vera essenza della bellezza. A lei si devono geniali innovazioni, divenute poi consuetudini nel mondo della cosmesi: dai rossetti in tubo alle polveri colorate per il viso, dal packaging di lusso all'analisi della pelle, tante sono le trovate che confermano il fiuto infallibile e la lungimiranza di questa piccola, grandissima donna.
 
 
 
L'EREDITA'
 
Helena Rubinstein muore a New York, nel 1965, a capo di uno dei più grandi imperi di estetica della storia; nel corso degli anni la sua società è riuscita a superare due guerre mondiali e la crisi economica del '29, continuando ad investire in un settore che è divenuto quello che è anche grazie a lei.
Accanto alle centinaia di opere d'arte di cui amava circondarsi, e accanto agli splendidi gioielli con cui era solita esaltare il suo viso ("I gioielli", diceva, "sono un accessorio di bellezza"), l'eredità più importante che Helena Rubinstein ha lasciato è sicuramente il suo esempio: uno spirito libero, coraggioso e intraprendente, precursore dei tempi e mai uguale a se stesso.
 

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